“Voca me” è la mia voce nel blu, il mio modo di raccontare un evento sacro, un luogo dell’anima, una ferita trasformata in preghiera visiva.
A ottocento anni dal naufragio di Sant’Antonio da Padova a Milazzo, la mia città natale, ho avuto l’onore di realizzare Voca me, l’installazione artistica simbolo delle celebrazioni ufficiali per questo anniversario straordinario. L’opera è oggi esposta nella Basilica Pontificia del Santo a Padova, come parte del progetto “Antonio 20-22” che ripercorre la rocambolesca traversata del Taumaturgo verso l’Italia.
Il 27 marzo 2021 abbiamo lasciato in balia delle onde ,nella baia di Capo Milazzo , la Croce. “Voca Me” ci ha rappresentati nella nostra condizione di naufraghi. La Croce avrebbe dovuto soccombere alla tempesta, ma così non è stato. Hic naufragium! Il naufrago si è salvato e riprenderà il viaggio. Hinc itineris initium!
Sebbene il naufragio sia spoliazione e destituzione di tutto , è anche promessa di nuovo inizio.
Questa installazione nasce nel cuore di Milazzo, terra sospesa tra cielo e mare, e vuole restituire sacralità ai luoghi, come un ponte tra storia, spiritualità e arte. Le immagini interiori che compongono l’opera evocano un naufragio non solo fisico, ma anche simbolico: lo smarrimento dell’uomo contemporaneo e il suo desiderio di fede, di speranza, di ritorno all’essenziale.
Voca me non è soltanto una commemorazione. È una soglia: quella tra il qui e l’altrove, tra materia e spirito, tra passato e presente. È un gesto d’amore verso la mia terra e un atto di resistenza poetica, nella convinzione che l’arte possa ancora sussurrare qualcosa di eterno.





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